Restauro Digitale

Andy Warhol

Restauro Digitale o Restauro e Conservazione dell’Opera Digitale – Emergenze culturali da terzo millennio

Sono molte le emergenze culturali che caratterizzano la nascita del terzo millennio e molte riguardano l’avvento dei linguaggi digitali come la sottostimata necessità di conservazione delle informazioni ed opere d’arte digitali.

L’avvento delle nuove tecnologie digitali dell’informazione sta provocando delle vere e proprie rivoluzioni non solo di costume sociale ma anche socio-politiche e, da non sottovalutare, anche di profilo culturale e nello specifico archivistico-culturale.

La cancellazione dei mediatori politici, corporativi e sindacali provocato dal corto-circuito fra produttore e consumatore digitale portato avanti dai tanti attori economici del digitale (esempi più eclatanti Uber ed Amazon) è indubbiamente una rivoluzione socio-politica, la possibilità di accedere e condividere liberamente l’informazione attraverso i sistemi telematici sta cambiando i costumi sociali di nativi e migranti digitali ben oltre ciò che è normalmente percepito.

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Quello che mi preme però sottolineare e proporre all’attenzione di tutti coloro che hanno a cuore le sorti della Cultura dopo l’avvento del digitale è l’estrema volatilità costituita dalla natura del digitale stesso per cui si è creato un grandissimo fraintendimento (misunderstanding si direbbe in inglese…) per cui l’informazione digitale viene considerata facilmente conservabile in eterno mentre è solo semplicemente riproducibile: senza adeguati accorgimenti per una sua opportuna conservazione nel tempo può scomparire come neve al sole quando meno ce lo aspettiamo…

Il 24 aprile 2014 si può considerare lo spartiaque temporale della presa di consapevolezza dell’importanza del Restauro e Conservazione dell’Opera Digitale quando un comunicato dell’Andy Warhol Museum annunciava il recupero da parte del Carnegie Mellon University (CMU) Computer Club di alcune opere d’arte di Andy Warhol in un computer Amiga del 1985.

I problemi di interoperabiità tecnologica e le opportunità delle competenze necessarie per restaurare un’opera d’arte su supporti hardware e software obsoleti sono da allora sotto gli occhi di tutti, di tutti coloro almeno che riescono a comprendere la necessità di tramandare nel tempo un’opera d’arte nata come digitale o che, nella sua natura di opera d’arte digitale, è funzionale a rendere maggiormente accessibile e fruibile nel tempo qualsiasi informazion ed opera che possa essere considerata Arte.

Enrico Bisenzi.

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